Splendor 2017, puntata 1

Ferzan Ozpetek è il primo ospite ad accomodarsi sulle poltrone gialle del Teatro Rossellini; la sua ultima opera di finzione “Rosso Istanbul” è al cinema in questi giorni e si ispira (ma non troppo) al suo omonimo libro. “Ho tradito un po’ il romanzo perché non mi piaceva raccontare di nuovo, anche se per immagini, quello che avevo scritto, volevo trovare elementi nuovi – ha spiegato il regista -. Ho aggiunto così il personaggio dell’editor, che poi è il protagonista assoluto, che torna in patria in soccorso di un amico”. Un film corale, tratto distintivo della sua cinematografia, popolato da tanti attori comprimari le cui parti, seppur marginali, “illuminano alcune scene”. Per questo film Ozpetek è tornato in Turchia dopo 20 anni dal debutto (girò lì Il bagno turco), e tra le indimenticabili immagini di questa pellicola anche quelle che ritraggono il Bosforo: “ci tenevo molto ad immortalarlo, abbiamo scoperto che il 40% degli abitanti di Istanbul non lo ha mai visitato, questa poteva essere una buona occasione per dargli visibilità”.

Un film che parla di Napoli, trasformata questa volta in una metropoli assai simile nelle inquadrature ai set asiatici: si tratta di Falchi, opera prima del regista partenopeo Tony D’Angelo. “Mi sono ispirato a Michael Mann – ha rivelato -, ai telefilm americani meno conosciuti e soprattutto al cinema di Hong Kong degli anni ’90”. Proprio ricordando quelle atmosfere, D’Angelo ha voluto far subito parte di quella schiera di regista che hanno scelto di fare della violenza una forma estetica. A lui non interessava trasformare i due poliziotti – interpretati da Michele Riondino e Fortnato Cerlino – in supereroi. “I miei Falchi – ha aggiunto – sono obbligati a mascherarsi da criminali, vivono una vita al confine tra il bene e il male e, soprattutto, con il male convivono”. Curatore delle musiche originali del film è Nino D’Angelo, suo padre: “Avevo la musica dentro casa, volevo ci fosse e si sentisse tutta la sua melodia che in questo caso ha moderato secondo le mie indicazioni e la mia volontà di guardare verso Est”.

Dal 15 al 19 marzo il Guido Reni District di Roma ospiterà “Let’s Play”, Festival del videogioco dedicato agli appassionati, agli operatori del mondo videogame e alle istituzioni, che potranno per la prima volta confrontarsi insieme sul futuro economico del settore e su tutti gli intrecci, già sviluppati e ancora da sviluppare, tra mondo videoludico e le realtà del patrimonio culturale e turistico, dell’istruzione, della salute, dello sport. Giovanna Marinelli, tra gli ideatori di Let’s Play e Presidente di Q-Academy, ha raccontato che è “arrivato il momento di investire sul settore games ed esplorarne tutte le potenzialità. Il video gioco – ha concluso – non è solo un oggetto domestico ma ha anche capacità economiche che non possono essere sottovalutate”.