Quando lei non sa piangere per il dolore: Valerio Mastandrea passa alla regia con “Ride”

Le vie del dolore sono infinite: come dimostra la protagonista di questo film che segna il passaggio dietro la macchina da presa di Valerio Mastandrea. Colpita da un lutto improvviso e irreparabile – la morte del compagno sul luogo di lavoro – Carolina passa l’ intera giornata che precede il funerale stupefatta dalle manifestazioni del dolore degli altri senza essere capace di manifestare il proprio. Anzi.
Nell’indossare gli abiti impegnativi dell’autore uno degli attori più amati e dotati del cinema italiano contemporaneo, sceglie una luce biancastra, quasi incipriata, una giornata anonima e rassegnata, un piccolo distretto di provincia, un’ angolazione appartata e controversa per scandagliare il vissuto di un paese dove è normale morire per il lavoro ma non rifiutarsi di accettarne le conseguenze nel rito assolutorio del commiato e della sepoltura.