Il cinema del 2018 visto da Splendor: istruzioni per affrontare il nuovo anno

Siamo al mondo per lottare con rabbia e sconcerto, come i familiari nel film di Muccino, A casa tutti bene, o per soffocarci di attenzione o premure, non richieste, come i fratelli di Euforia di Valeria Golino – due modi, altrettanto assurdi, scomposti, inefficaci, per affrontare svolte, asperità e doni inaspettati della nostra vita? E perché quest’anno il cinema sembra averci voluto parlare proprio di questo? Non solo. Il mondo, quel concentrato di ingiustizia, torti, violenza, che stereotipi razziali, sfruttamento sociale e distorsioni mediatiche e giuridiche sembrano perpetrare all’ infinito, come si racconta in tre bei film americani come If Beale Street Could Talk di Barry Jenkins, The Green Book di Peter Farrelly e The Hate U Give di George Tillman Jr, può essere ridisegnato finalmente al contrario come fa Black Panther di Ryan Coogler, un film di supereroi che fa giustizia dell’egemonia occidentale sulla civiltà afroamericana, e il grande schermo ci mostra anche in un grande film come The Old Man & the Gun di David Lowery, che il sogno e la cronaca possono fondersi ancora in una leggenda di ribellione e libertà che ha il sorriso stoico e la elegante destrezza di Robert Redford. Splendor ha raccontato molto o quasi tutto ciò e ha ospitato i suoi protagonisti come Valeria Golino, Gabriele Muccino, la follia dell’ultimo inventivo film di Carlo Verdone e il sogno di riscatto, bellezza, rinnovamento del film di Mario Martone, Capri Revolution ma ci sono forse due momenti di cinema che raccontano meglio di tutto il resto l’opzione tra rabbia e tenerezza, dolore e resilienza, disperazione e rassegnazione che domina le pulsioni più profonde del nostro vissuto oggi. La parabola di Dogman, di Matteo Garrone (premiato da Splendor con trasporto) che le attraversa entrambe nel sorriso e nello smarrimento di Marcello Fonte, il suo protagonista, e il passo inarrestabile di Cleo, la giovane tata di Roma di Alfonso Cuàron, forse il più bel film dell’anno, che affronta le onde dell’oceano della vita e del pericolo con la serena e incrollabile forza della sua rassegnazione. Senza di loro, affrontare di nuovo un altro anno, sarebbe molto più duro.